“la” senza caffè

In genere le mie mattinate si addolciscono di due fatti: o le cialde del caffè sono finite oppure la macchinetta non funziona. Il problema reale sta in me, perché sono quel genere di personache le questioni non le risolve; quindi la macchinetta è rimasta mutilata da quando ha subito il colpo e le cialde del caffè sono rimaste e rimarranno nel negozio, a 50 m da casa mia. Passano quei cinque minuti di sconforto, disperazione, odio nei confronti della tua totale inettitudine ad una vita adulta e indipendente. Dopo 15 minuti sono già giunta alla conclusione che tutto sommato si può condurre una vita degna di essere vissuta anche senza il caffè alla mattina.

La questione del giorno è: quando si hanno milioni di cose da fare, come si fa a farle tutte. Non si fa, ovvio. Però devo in qualche modo vivere nella convinzione di averci almeno provato. Tutti lo facciamo. In genere io le comincio sempre tutte, per stare sul sicuro. E’ una tecnica che vi consiglio perché non concluderete mai niente, però alla sera vi sentirete un sacco soddisfatti della vostra poliedricità e di quanto deve essere grande il vostro cervello per consentirvi di fare una marea di cose così disparate in così poco tempo.

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