Possibilmente, non guardare il cellulare mentre cammini. Alza lo sguardo più in alto dell’ultimo bastone da selfie che ti compare all’orizzonte e incamminati per la strada meno affollata. Guarda gli angoli di tutti i palazzi e cerca quelli più smussati; assomigliano alla bellezza delle cose vissute, che si portano addosso il tempo come un cappotto rivoltato. Se c’è una strada in salita, imboccala, ti metterai a contare le cupole delle chiese dall’alto di un affaccio o forse -se sei miope come me- arriccerai gli occhi senza distinguere il confine tra terra e orizzonte. Ti stenderai su un prato verde e un po’ incolto da cui non sentirai il traffico, i clacson, le urla, il nervosismo. Vedrai solo un cielo blu e avrai immaginazione e starai lontano; e poi il sole ti tramonterà accanto come una carezza che ti dice “vai su, è tempo di tornare a casa”.

Novembre 24
