Sono una consapevole distratta cronica.
Non si direbbe, perchè sono una piuttosto razionale e determinata, che se dice si deve essere si e basta, che se dice che vuole bianco non accetterà mai un color burro. Ma mi piace semplicemente perdermi nei miei pensieri o non pensieri, chiamiamole “divagazioni”. Ben poche cose sono eterne e senza confini: fra di esse va annoverata la mia mirabile deconcentrazione. Io non so come siete tutti voi umani là fuori, ma io sono quella che “ok dai ora faccio questa cosa, 100% concentrazione” e un nanosecondo dopo sono già persa in universi ben più dispersi di un bicchiere d’acqua. Dai io sono una di quelle che pianifica un’azione alla perfezione e poi agisce al contrario: una di quelle “ok mi appropinquo al pattume per buttare la buccia della banana che ho appena spelato” e poi butto la banana e non la buccia.
Sono costantemente altrove: perfino ora, che pigio questa distesa di tasti davanti a me , mi sto lasciando trasportare dalla mia personale corrente intellettiva che non ha ne capo ne fine. e’ un fluire continuo di pensieri più disparati che si agganciano gli uni agli altri nei modi più bizzarri; è una fluttuazione continua senza meta e senza ordine. Che poi nella mia caoticità trovo sempre la mia razionalità che non saprei nemmeno descrivervi a parole , tanto è strana, tanto non metodica. Forse tanto e troppo personale per persino chiamarla tale. A volte mi fermo a pensare a come sarebbe più semplice condurre le cose della mia vita con maggior rigore ma poi lascio stare , un po’ perchè sono pigra , un po’ perchè infondo non credo di poter essere tanto felice imbrigliandomi in una life attitude che non mi appartiene affatto.
Ho un’immaginazione sconfinata e mettere le questioni della vita a parole mi è sempre piaciuto , forse proprio perchè è un modo per me di chiarificarle , di affrontarle limpidamente. Scrivere è bellissimo perchè significa che seppur vano che sia quello che ora sto scrivendo qui, quello che ora sto pensando, in un qualche modo non rimarrà solo una formulazione intellettiva, avrà una sua vita, una piccola forma.. è inspiegabilmente gratificante pensare per scrivere, senza freni e senza scopi. E’ solo cercare di tirare fuori la mia umanità e il mio essere, qualcosa che mi descriva, al di là di una foto in cui sono venuta bene. E’ un po’ come quei diari che avevo da bambina che , da brava incostante che sono, ho riempito forse solo a metà, a volte anche meno. Anche perchè per quanto mi piaccia scrivere, non sono una che ama fare segreto dei propri pensieri, per questo non ho mai finito di scrivere diari per non farli leggere a nessuno. E’ la condivisione di una pagina scritta a piacermi molto.
Quindi.. di cosa parliamo?
Briciole sono briciole di tante cose e ho scelto questo nome perchè mi sapeva di esilità (non amo essere prolissa) e di un qualcosa di frammentario e vago, che mi lasciasse possibilità di sperimentazione e diversificazione. Scrivo di me, storie e ho un racconto in forno. A cui sto pensando. Intensamente.
xx E

Viaggiare con la mente è una delle doti più primordiali e più sincere dell’essere umano, è ciò che ci rende gli animali più intelligenti della terra. La fantastica “disconnessione” che si crea tra gesto fisico del “pigiare tasti sulla tastiera” e ciò che effettivamente in realtà va a provare la propria mente è quanto di più sincero e allo stesso più apprezzabile ci possa essere. È bello e giusto essere aperti su se stessi ed ammettere ogni sfumatura. Bellissimo pensiero (commento a “Butta la b
uccia”)
Alessandro.
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