Dolce sinfonia di questi primi freddi , foschie e brividi. Sogno una lunga stagione di nuvole di vapori caldi che si innalzano dalle nostre conversazioni. Suscito sempre un grande clamore rivelando che l’autunno (anche se tardivo e spaventato, come lo è quest’anno) è per me quiete e serenità. Che per nulla farei a cambio con le tormentate estati, nemmeno se potessi viverle a bordo di un catamarano che fa la spola tra Lipari e Vulcano. Soffro il mare, figuratevi. I profumi del forno in cui cuociono le lasagne inondano tutta la casa e vorrei che lenzuola e coperte ne profumassero sempre. Che poi quest’anno c’è il problema delle bollette, e pensi che tutto sommato poter ancora mangiare una fetta di torta appena sfornata è lusso di felicità in mezzo a un mondo tormentato (e governato) da egoismi e lotte di supremazia. Ammetto di confrontarmi con serenità con il futuro, eccezion fatta che per il mese di Marzo, in quanto custode dell’ascesa della primavera, della supremazia iperbolica dell’estate. E’ un sabato del villaggio al contrario, vuoto di aspettative succulente(che poi si rivelano sempre più deludenti dell’attesa stessa). Se adotto però un’altra prospettiva, se mi metto al centro della palla che gira, percepisco con rassegnazione l’inutilità di arrabbiarsi con Marzo per aprire ogni volta le porte all’estate, perchè lei è una signora decisa e prepotente che non ha bisogno di uscieri, perchè tutto è ciclico , la vita, le emozioni, la storia , ed è impossibile sottrarre le lasagne dal vortice della stagionalità. Anche se vorresti un futuro costellato di lasagne, a Estate non piacciono le lasagne e se ne frega dei tuoi gusti.
Tutta questa ramanza per dire carpe diem e mangiamo con abbondanza le lasagne finché è stagione?
Precisamente,
E
