Si invecchia sempre, in ogni momento e in ogni istante, ma ci sono giorni in cui si ha la percezione di crescere un po’ di più. Quest’anno è stato emozione – quasi eccitazione persistente. Mi ha fatto sentire davvero, e forse per la prima volta, giovane – nel senso di essermi sentita adulta e divertita come ci si aspetterebbe da una sedicenne. Mi ha fatto sapere, nella sua velata frenesia, che tutto ciò che voglio è la scoperta, che forse lascerò tante cose dietro di me, ma la curiosità non mi abbandonerà mai. Che le cose quotidiane mi piacciono, ma che non mi bastano. Per la prima volta, 2023, mi hai fatto che capire che va bene anche così, anche se non tutti desideriamo le stesse cose. Mi hai fatto scoprire che ho davvero fame della gente, ho voglia di ascoltare le storie delle persone. Mi piace tornare a casa, ma solo se è per un’altra partenza.
Mi hai fatto sentire curiosa, mi hai detto che è una cosa giusta e che non la devo mollare più. Mi hai fatto capire che bisogna dire quasi sempre sì – e dico quasi perchè al contempo mi hai insegnato che le cose proprio lontane da me, talmente lontane che mi sarebbe impossibile viverle con contentezza, quelle non le vivrò e non devo averne rimorso. Sono nata volendo vivere mille vite, una per ogni occasione, una per ogni sogno da inseguire; ho sempre vissuto pensando che l’unicità delle cose sia un limite e ancora non mi sono convinta del fatto che in realtà l’unicità conservi la bellezza e la responsabilità della scelta – che ci rende consapevoli, che ci rende difficile determinarci. 2023, in questo non sei riuscito.
Un po’ hai ragione quando dici che sono bianco o nero, ma sto imparando a essere grigio – il che mi è difficilissimo, ma ogni anno porta con sè le proprie sfide a lungo termine.
2023 sei stato un volo sopra un oceano che mi è sempre sembrato troppo profondo per me. L’ho immaginato così blu da colorarmi di blu tutti i pensieri. Ti ho sempre pensato irruento e poi da lassù ti immaginavo placido, ti immaginavo come se sospingessi con i tuoi venti il mio allontanarmi e quando mi hai lasciata di là, sull’altra sponda, non hai avuto bisogno di dirmi “ce l’hai fatta” , hai lasciato che me ne accorgessi da sola. Non hai auto bisogno di dirmi dove andare perchè io non ne avevo più bisogno. Ed è stato bellissimo, l’inizio di una nuova prospettiva sui miei limiti e sulle mie insicurezze. Certe le avrò sempre, ma ho imparato a ribattere quando si fanno vive e indesiderate.
2023 sei stato scelte, che non faccio con una commistione di istinto e ragione che alla fine si chiama commisurazione emotivo-razionale degli avvenimenti.
2023, sei stato un anno bellissimo, come mi piace pensare lo siano stati anche tutti gli altri, grazie per tutto quello che mi hai fatto incontrare. Ti si può ringraziare? O forse tu sei semplicemente passato di qui, come sono passati tutti gli altri, e mentre facevi il tuo giro dell’universo, hai lasciato che interpretassi come di tua proprietà ciò che significa – semplicemente- crescere.
xx
El
